mercoledì 16 maggio 2007
Sbagliando si...perdona?
Sbagliando si impara, si cambia e quasi sempre si matura. Ma se a sbagliare non siamo noi ma un nostro vicino, uno sconosciuto, o meglio un amico? In quel caso quasi sempre chiudiamo porte, abbattiamo ponti, puntiamo il dito e diamo fuoco a ricordi, regali, lettere e foto. Quelle foto, quelle istantanee che anche se in bianco e nero emanano tanto colore e luce profonda (la luce delle emozioni e dei ricordi) ed immortalano i momenti più belli, quelli che solo un obbiettivo all'improvviso nascosto al nostro sguardo vigile può catturare.
Mi capita spesso pur non volendo di ripensare ad una mia amica, che mi ha ferito, mi ha fatto del male...Ma non riesco a dimenticare tutti i momenti passati in sua compagnia, i suoi difetti, il suo carattere irrequieto e scorretto, anticonformista, e per questo giudicata dalla società in malo modo, con forti accuse e reazioni da parte di chi un momento prima l'aveva salutata o peggio ancora "scopata", come solo lei sa fare. E ne va fiera, se ne vanta. Per questo tutti o quasi la odiano. Io non l'ho mai giudicata per questo, perché io sapevo (il passato è d'obbligo) cosa c'era dietro tutte quelle scappatelle nei boschi a bordo di macchine di tutti i generi e di "tanti tipi", dietro quel vocabolario scurrile e spesso volgare che adottava per sentirsi più forte, più preda e meno vittima. Io sapevo cosa nascondeva il suo sorriso e quando celava le sue lacrime, azzardando una risata piena, grassa, ma altrettanto falsa, per paura di essere scoperta, riconosciuta e commiserata.
Mi ha fatto del male tanto male, ma non ci riesco! Perdonarla sembra così difficile eppure basterebbe alzare la cornetta digitare un numero e dire con semplicità "Come va?", o meglio scriverle un semplicissimo SMS, un e-mail...ma niente. E intanto riguardo con affetto e nostalgia i nastri e le foto del mio passato e lei è sempre presente!
martedì 15 maggio 2007
LA ROSA MAESTA'
"C'è una rosa nel mio giardino, una rosa chiamata maestà, così bella e profumata che il suo profumo mi fa stare meglio...mi fa sentire una regina!...facciamo che io sono la regina e tu..."Restai sbalordito nel sentire uscire dalla bocca di una bambina di 5 anni queste parole, mentre spensierata giocava in giardino in compagnia di sua sorella. Non so perché ma da allora ogni mattina quando vedo una rosa penso a quanto sia bella l'età dell'infanzia, quanto siano belli quegli anni in cui non ci si preoccupava dell' inesorabile tempo che avanzava ed ogni momento era un buon pretesto per giocare, inventare e nel mio "re-inventarsi". Quando giocare a "mamma e figlio" era l'unico modo per potere entrare in contatto anche solo per qualche minuto con il mondo dei grandi.
Quel tempo in cui dei pensieri duri e cattivi del vicinato, che nel vederti spensierato e felice nel pettinare bambole e vestire bambolotti, non attiravano per nulla la tua attenzione...perché nessuno in quel momento avrebbe potuto rovinare il tuo mondo fatto di falsi nomi e vere emozioni.
E intanto loro di interrogavano se fosse stato giusto che un bambino potesse anche solo toccarle quelle bambole, o sarebbe meglio stato andare in cortile insieme a tutti gli altri bimbi a tirare un calcio ad un pallone...quel pallone che a me non è mai piaciuto! Ma di tutto ciò non rimaneva altro che il loro sconcerto.
Come mi piacerebbe anche solo per un momento ritornare bambino, giocare a "programmi televisivi" (Giulio solo tu mi puoi capire! ;p) , colorare un mondo tutto mio su di un foglio troppo bello da rimanere bianco, riascoltare la folla impazzita nella mia cameretta che urlava il mio nome in attesa di un altra esibizione (live si intende) e raccogliere quei fiori in quello stesso giardino che oggi non sembra altro che un ottimo luogo per stendersi al sole, quel sole che prima assumeva tutt'altro significato. Quel giardino in cui ormai le rose maestà sembrano essere appassite.
P.S: Dedico questo post alla mia piccola cuginetta Michela e a tutte le principesse che hanno ancora voglia di giocare in quel giardino, di pettinare bambole e dire con naturale emozione "Facciamo che io sono la... e tu sei...???". Nella speranza di ritrovare una rosa maestà. Angelo
domenica 13 maggio 2007
TI ODIO PERCHE' TI HO AMATO
Gli chiesi dopo aver pianto: "Mi vuoi ancora bene?"e lui con un nodo in gola rispose: "Certo...sempre!"
ma io chiesi: "Allora cosa c'è che non va?"
e lui mi rispose: "il fatto che tu non voglia cambiare! perché sei egoista e senza cuore, perché non pensi a tutti noi che stiamo soffrendo, perché questa è...una sofferenza!"
Allora capì che tutte le sue parole mi scivolavano addosso, frettolosamente, senza neppure lasciarmi un retrogusto amaro in quella bocca che fino a poco prima aveva ingoiato lacrime salate, lacrime di sangue.
Non ero egoista, non dovevo cambiare, un cuore l'avevo... batte forte ancora oggi davanti allo schermo di questo computer mentre tasto dopo tasto butto giù le mie emozioni, ve le racconto, me le racconto e allo stesso tempo me ne libero per sentirmi meno incatenato.
Quelle parole però si sono impossessate di me.
Quelle parole mi distruggono attimi di calma apparente, quella calma in fase di messinscena, facendo si che il sipario venga calato prima del mio saluto alla platea. Non mi lasciano scampo perché mi hanno dato prova che... Anche io provo odio!
Quelle parole mi distruggono attimi di calma apparente, quella calma in fase di messinscena, facendo si che il sipario venga calato prima del mio saluto alla platea. Non mi lasciano scampo perché mi hanno dato prova che... Anche io provo odio!
Odio profondo, quell'odio devastante, incurante.
Ma in fondo si può odiare una persona solo dopo averla amata così tanto...da far si che quel bene si trasformi in odio per poi svanire con il tempo assalito dall'indifferenza.
sabato 12 maggio 2007
AMARA TERRA
Anche io come te, sono nato nella terra di chi piange sangue e pane...figlio di un terra bastarda che tanto chiede quanto dà. (Words from "Amara Terra" song of Angelo Napolillo)
Sono nato e cresciuto in un piccolo paese di provincia del sud Italia, radicato tra muri di pietra ed incantevoli paesaggi bucolici, da me i grattacieli si vedono solo nei film.
Sono nato e cresciuto in un piccolo paese di provincia del sud Italia, radicato tra muri di pietra ed incantevoli paesaggi bucolici, da me i grattacieli si vedono solo nei film.Un piccolo paese dove le vecchine sedute in cerchio su piccole seggiole di vimini, all'ombra di portoni secolari, tessono lana chiacchierando dei pettegolezzi più importanti facendo cronache dettagliate sulla vita altrui. A volte incuranti e malpensanti, spesso indiscrete ed acide alla vista di giovani ragazze in minigonna, quasi gelose e scioccate rimpiangono "quei tempi in cui"... i loro tempi, i loro anni, la loro amara e sacrificata gioventù.
I miei nonni, non hanno mai avuto la fortuna di conoscere le gioie dell'adolescenza, forse, o meglio quasi sicuramente neppure ne sono venuti a conoscenza, perchè "obbligati" per ovvie esigenze economiche a dover lavorare spesso in condizioni disumane per poter non vivere... ma sopravvivere.
Hanno conosciuto invece la parola sacrificio, che per molti giovani come me forse è una parola ignorata.
Oggi di ritorno da scuola, dopo un pranzo veloce ma sostanzioso, sono andato ad aiutare i miei nonni paterni in un boschetto vicino casa a tagliare della legna. Per quanto mi annoiassi e le mie goccioline di sudore sembravano potessero essere le uniche a comprendermi, anche se con tanta fatica e debolezza li ho aiutati molto volentieri. Tra donne intente a stappare bottiglie di fresca birra per i mariti assetati ed uomini incuranti di gesti amorevoli ma intenti e dediti solo al lavoro; in quel momento ho capito quanto sia impregnata di origini ed usanze la mia famiglia, ma del resto tutta la gente dei piccoli sobborghi.
Eppure con gli anni qualcosa è cambiato, forse per fortuna o forse no, e delle chilometriche tavolate di compagni di lavoro (con famiglie al seguito) e parenti vari che si riunivano per pranzi e cene dopo aver ammazzato maiali o vendemmiato, è rimasto poco.
Si! Anche da noi qualcosa è cambiato...i più saggi danno la colpa alla tecnologia reputandola un demonio devastatore di emozioni e tradizioni, altri considerano la corsa al denaro e alla ricchezza la fonte primaria di tanta "perdizione". Per quanto il piccolo paese sia privo di possibilità e sbocchi lavorativi, credo che un giorno mi mancheranno un bel pò di cose di questo modo di vivere la vita. Le domeniche in trasferta dai nonni per mangiare la tanto osannata "pasta fatta in casa", le passeggiate nei campi a raccogliere frutta selvatica, le tavolate di uomini che danno una mano a intrecciare soppressate nel "giorno del maiale" e le donne distanti (per non essere d'intralcio) intente a salare prosciutti. Mi mancheranno i pomeriggi nell'orto della nonna a piantare ortaggi o nel recinto a dar da mangiare ai polli. Mi mancheranno tutte queste usanze, tradizioni, dialetti e culture e semplici momenti. E si! forse mi mancheranno anche quelle vecchine che da lontano scrutano i passanti con lo sguardo chino ma vigile...d'altronde come poter rinnegare le proprie origini!?! Angelo
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QUOTES
- Alcune cose saranno sempre più forti del tempo e della distanza, più profonde del linguaggio e delle abitudini!
-Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò. (Marilyn Monroe)
- Devo apparire come quando sono favolosa! (Samantha in Sex and the city)
- Forse sono i nostri errori a determinare il nostro destino. Senza quelli che senso avrebbe la nostra vita... Probabilmente se non cambiassimo mai strada non potremmo innamorarci, avere un figlio, essere ciò che siamo... Del resto le stagioni cambiano, e così pure le città. La gente entra nella tua vita e poi ne esce, ma è confortante sapere che coloro che ami rimangono per sempre impressi nel tuo cuore. (Carrie in Sex and the city)
-Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò. (Marilyn Monroe)
- Devo apparire come quando sono favolosa! (Samantha in Sex and the city)
- Forse sono i nostri errori a determinare il nostro destino. Senza quelli che senso avrebbe la nostra vita... Probabilmente se non cambiassimo mai strada non potremmo innamorarci, avere un figlio, essere ciò che siamo... Del resto le stagioni cambiano, e così pure le città. La gente entra nella tua vita e poi ne esce, ma è confortante sapere che coloro che ami rimangono per sempre impressi nel tuo cuore. (Carrie in Sex and the city)
DEDICATO A:
Dedico questo blog alla mia famiglia, che ha saputo educarmi e donare amore anche se a volte... lo dedico alla mia piccola Chiara dolce anima indifesa in vita per amare (I love with all my heart my little sister ;p). Lo dedico ai miei due fratellini (Luca&Andrea) e a tutte le nostre litigate infuocate... a tutti quei rari ma preziosi momenti di grande affetto! A Giulio che con la sua presenza è riuscito a mettermi in riparo dalla tempesta dell'accettazione ( You are the most important in my life), a tutti gli amici, quelli veri, unici, eterni...che anche se prenderanno un domani strade parallele alla mia resteranno impressi nel mio cuore...per questo motivo eterni!
Dedico il mio blog, alla vita, così inspiegabile ed incerta da essere già l'unica cosa per cui varrebbe la pena vivere. Al dolore, all'amore, ai pianti e ai sorrisi quelli veri, belli, spensierati. Dedico questo mio spazio virtuale (ma vivo più di tante altre cose) a voi lettori ed amici. Angelo
